Per la sua ormai lunga investigazione nel campo del suono intimamente elettroacustico, dei field recordings, di un suono "ambientale" non di superficie, Alessandro Fogar meriterebbe un capitolo a parte nel panorama italiano. Qui è però lo spazio riservato alla sua ultima creazione: "Prakriti", ovvero in sanscrito l'energia cosmica o semplicemente "natura". Una sola traccia per poco più di quaranta minuti, che vuole essere un omaggio a Giacinto Scelsi, altro grande esploratore dello spazio più intimo e spirituale di un suono e della sua natura. Trasformazione è la parola chiave per addentrarsi nel mondo di Alessandro Fogar; trasformazione di suoni naturali come field recordings, in materia sonora "altra". Trasformazione come combinazione di eventi sonori, con l'uso di una tecnologia minima (Supercollider 2 su un computer Mac) ma con una sensibilità massima. Materiali di base come suoni naturali registrati in un villaggio di montagna, presso il confine sloveno, racconta Fogar, sono così metabolizzati, decomposti e polverizzati, focalizzandosi sui grani e sulle microparticelle acustiche a livello dei microsuoni, poi mixate con campionamenti orchestrali. Al di là di ogni spiegazione, resta il percorso di un suono denso, intimo e sottilmente stratificato. Invisibili drones, dal profumo inquieto, come gli sguardi filmati da Francesco Paladino, nel breve video che completa questo misterioso e splendente "enhanced" cd. 

(Gino Dal Soler - Blow Up)

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