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Giovanni Antognozzi’s recording company
ants (a new timeless sound) in Rome, Italy, has evolved into one of the
most important diffusers of delicate, high-class sound art, much the
same way Björn Nilsson’s recording company Content has done in Borås,
Sweden. I’m writing simultaneously about releases from both those
companies, just by chance, and I’m struck by how well this works for my
sensitive perception. I can easily write one paragraph for ants and
then, after a cup of coffee, another paragraph for Content – and I feel
the same.
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Si sente spesso parlare, a vanvera per lo
più, di design acustico. Addirittura negli ultimi due anni sono
cominciate a nascere scuole di Design Acustico (vedi l’Istituto Europeo
di Design) con sedi in molte parti d’Italia. Probabilmente solo perché
legare la parola Design ad un ambito diverso da quello “industriale”
significa aprire nuove entrate monetarie al mai sazio mercato del sapere,
o forse perché più semplicemente “va di moda”. Il disco di cui vi vado a
parlare, invece, non è di moda, non è new age, non ha nulla a che vedere
con le musicoterapie per malattie inesistenti, non fa da “arredamento
sonoro” a nessun centro termale e, per questo…è un’opera stupenda. Il
lavoro di Monacchi coniuga in se la più “Schafferiana” capacità di
indagine e di ricerca del “mondo sonoro” fino alla più artigianale e
sopraffina elaborazione elettronica degli eventi acustici. I primi tre
brani dei quattro che compongono il disco sono assolutamente “naturali”,
“paesaggi sonori” non modificati elettronicamente. La Selva degli
Orologi, Acqua, Ciclo Circadiano rappresentano la sintesi fra centinaia
di registrazioni compiute da Monacchi nel corso di un intero
quinquiennio che va dal 1990 al 1995. L’ultimo brano Intorno all’Origine
è invece un’elaborazione elettronica volta, come specifica l’autore, ad
“ esplorare il microcosmo interno ad una sola nota musicale”. Anche
questo disco, così come quello di Albert Mayr ('Proposte Sonore')
recensito qualche tempo fa , è accompagnato da un libretto ricchissimo
di spiegazioni sull'opera e sull'arte dell’autore e soprattutto
completato dalle partiture fenomenologiche e sonografiche di alcuni
brani. È importante sottolineare la presenza di un corposo
accompagnamento testuale perché pone in se l’esigenza “didattica e
comunicativa” di portare all’ascolto di questo disco anche un pubblico
di non addetti ai lavori, e questo almeno per me, è segno di grande
maturità intellettuale ed artistica. Partecipare all’esperienza sonora
messa in moto da Monacchi è uno dei migliori modi di scoprire un
universo sonoro complesso ma incredibilmente affascinante. È Sound
Design. |
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Paesaggi Di Libero Ascolto (Free-Listening
Landscapes) is a retrospective of the work of Italian electroacoustic
composer David Monacchi. It features four pieces from the early 1990s
which, until 2002, were presented together at concerts augmented with
video, dancing and instrumentai improvisation. The music sounds fine
without those enhancements. These are lucid compositions, vividly
recorded and making creative use of the stereo field. |
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Ants esce ora con due dischi importanti di
compositori italiani, che meritano tutta la nostra attenzione. David
Monacchi il più sorprendente e con un rispettabile per quanto
sotterraneo background alle spalle, ha un approccio al suono che include
reale ed artificiale, acustico ed elettronico. Un suono che pulsa e vive
nella migliore tradizione della musica "concreta" ed elettroacustica.
Basti ascoltare i 12 minuti di La Selva Degli Oroiogi tra i ticchettìi
degli oggetti meccanici, per carpirne la sensibilità, il gusto
dell'assemblaggio, la meticolosità paziente e sapiente del mettere
insieme più suoni. Che nel successivi brano Acqua diventa esplorazione
cinematica e nei 24 minuti di Ciclo Circadiano, un autentico paesaggio
sonoro nella miglior tradizione tanto di Pierre Schaeffer che di Murray
Schafer, prassi e teoria della ricchezza di senso, che sta dentro i
suoni concreti del ciclo quotidiano. E che tutto questo poi confluisca
negli immaginifici 15 minuti finali di Intorno All'Origine, piece
elettronica di assoluto splendore, che si chiude tra i riverberi di un
canto armonico, è quanto di più naturale potesse accadere in "Paesaggi
Di Libero Ascolto." |
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